Tra simbolo, sogno e surrealismo: King’s Magicians è il collettivo che tutti i cinefili italiani dovrebbero conoscere

A definire la realtà di ogni giorno è una tramatura di relazioni costruita a partire dal rapporto tra l’io e il mondo. Concetti come quello di realtà e di razionalità esistono perché, sulla base di una serie di convenzioni condivise, la percezione di ognuno si accorda a quella di altri individui, tutti raccolti intorno alla normale decrittazione del mondo. Ma se una persona, sia posto un artista, decide di evadere questo tipo di rapporti, il concetto di realtà guadagna fluidità e perde in stabilità, vittima di una mente che ne modifica e storpia i connotati.

Questa la meta della corrente surrealista. Giunti quasi al centenario del movimento, quelli che erano i primi tentativi si sono convertiti in risultati artistici di altissimo livello. E così il pensiero surrealista si mantiene vivo, in piena forma, e tra le sue nuove aspiranti leve c’è King’s Magicians, collettivo cinematografico che finora si è mosso nello spazio espressivo del cortometraggio – due delle loro produzioni sono approdate a Cannes.

Il loro lavoro, segnalato anche dalla rivista spagnola “Surrealismo Internacional”, ambisce a mostrare sullo schermo una porzione di realtà sovrarazionale, attraverso gli strumenti del simbolo e del sogno: per scavalcare la convenzionalità della percezione comunemente intesa scavano nella dimensione onirica per condensano significati più o meno oscuri in immagini, parole, suoni. Ne risulta un bagaglio di bizzarre e valevoli creazioni che presto saranno convogliate in un unico progetto poetico; uno spettacolo tuttora in allestimento che articolerà il loro modo di vedere il cinema, la realtà e il sogno.

Colpisce nella loro ancor giovane parabola la capacità di spaziare da una tecnica all’altra mantenendo un’elevata qualità esecutiva: hanno girato in bianco e nero, a colori e con la tecnica dello stop-motion senza mai apparire improvvisati o tarantolati. Merito della loro preparazione, ma anche di una presa di posizione ideologica precisa. Il loro manifesto, al momento in allestimento, si apre con una frase inequivocabile: “Visione è tutto ciò che ancora mi esalta”. New Born (2015) ne è l’emblema: una donna vestita di bianco si muove all’interno di un oscuro dedalo pluridimensionale, il volto contratto in un’espressione allo stesso tempo stupita e spaventata. Lo spettatore è condotto in uno stato di angosciata tensione: è in corso una trasformazione interiore che viene raccontata dal linguaggio visivo, da jump cut e sovrapposizioni d’immagine.

Un misterioso uomo parla dallo schermo di un televisore sistemato nella stanza in cui la donna è rinchiusa, allargando lo spettro della sua percezione. Il discorso è articolato, punta a mostrare come la realtà possa essere scavalcata, come sia insufficiente quel che di noi vediamo normalmente allo specchio. Ed è questa suggestione ad avviare la protagonista verso un percorso di rinascita, fino a trascendere l’immagine che ha di sé. Le suggestioni sono principalmente visive e uditive (raffinato il lavoro anche dal punto di vista sonoro), il sapore del corto è vagamente lynchiano – e dal bagaglio del cineasta americano i King’s Magicians prendono non poco, tanto che per un istante si può pensare di essere finiti in qualche vicolo narrativo dell’ultima stagione di Twin Peaks – Il Ritorno. Complice la struttura circolare del racconto: la donna viene assunta in un’altra dimensione (o presunta tale) e infine rilasciata al punto di partenza, nuda e cosparsa di un liquido vischioso, quasi amniotico.

Nel corto in bianco e nero Toujours Present en Nous (2016) il mimo inglese Lindsay Kemp brancola in un paesaggio desolato; il suo volto campeggia in primo piano. La situazione, gaia e allo stesso tempo sospesa, carica di una strana inquietudine, muta sensibilmente quando il protagonista incontra una figura sbiadita, fuori fuoco. Un suo doppio, si potrebbe azzardare: c’è una certa somiglianza tra i due. La presenza è perturbante, ma si percepisce come al mimo sia impossibile fuggirla. Un incontro necessario, giusto ritardato da qualche schermaglia, da un avvicendamento che richiama forse lo scorrere pacifico e pur turbolento della vita. Un lavoro che intreccia diversi linguaggi, visivo, mimico e sonoro, e dal cui bianco e nero scaturisce un effetto potente, disturbante, di congestione percettiva.

Notevole è l’uso sapiente della tecnica del passo uno nel recentissimo Du Temps Perdu (2018). Una stanza dalle pareti rosso sangue viene affollata via via da bizzarri pupazzi antropomorfi (c’è chi ha due teste, chi danza, chi è un essere a metà tra l’essere uomo e tavolino), vengono sbalzati in questa stanza-palcoscenico passando attraverso una porta traballante. Interagiscono tra loro in maniera slegata, sembrano non riuscire a porsi sullo stesso piano di un linguaggio comune, finché il corteo si esaurisce con l’arrivo di un pupazzo ammantato di nero e sulla scena rimane solo il protagonista. Una rappresentazione densa e complessa, che sembra rispondere a un’esigenza metaforica: è la storia di una vita ad essere raccontata, del suo tempo perduto.

Completano la filmografia del collettivo Le Temps Prend Feu (2017) e Notes de Senfoncer dans du Rêve (2018). Le immagini di entrambi i lavori sono sofisticate, come risposta a un’esigenza poetica. Il lavoro dei King’s Magicians, a questo punto, si fa interessante e curioso – vedere per credere. Nei loro cortiricorrono immagini e tematiche che definiscono un’impronta estetica e gnoseologica precisa: c’è sempre una soglia da superare, una porta; secondo una ripresa ossessiva del concetto di superamento, di scavalcamento della realtà. Tanto che spesso, dietro a complesse immagini e rappresentazioni, si nasconde il racconto più o meno nascosto di una vita. Insomma, sanno bene cosa fare, o meglio: cosa vogliono fare.

Ambrogio Arienti

“La nave sepolta” e la possibilità di sopravvivere al tempo

Basato sulla vera storia degli scavi di Sutton Hoo e sull’omonimo libro di John Preston, La Nave Sepolta (disponibile su Netflix) è un film crepuscolare, lento e introspettivo, che si concretizza in un racconto corale incentrato sulla memoria che resta dopo la morte o quanto meno sulla sopravvivenza della vita oltre certi limiti del tempo e della storia. Al centro c’è uno scavo archeologico, avvenuto nel Suffolk nel 1939, alle soglie del conflitto mondiale, durante il quale venne ritrovata un’antica nave del VII secolo, sepolcro rituale del Re vichingo Raedwald. Una scoperta straordinaria che permise non solo di riportare a galla un vero e proprio tesoro sepolto, ma anche di far luce su un periodo e una civiltà ritenuta fino ad allora barbara e incivile, priva di cultura e di significative espressioni di arte. Quel tesoro, tenuto nascosto per tutta la durata della guerra all’interno di una stazione della metropolitana di Londra, avrebbe fatto la sua comparsa solo diversi anni più tardi al British Museum, attraverso una donazione della Signora Pretty – interpretata magistralmente nel film da una pacata quanto sofferta Carey Mulligan.

Diretto dal registra australiano Simon Stone con un cast inglese d’eccezione in cui spiccano Ralph Phiennes, Lily James e Johnny Flynn, il film rende omaggio alla cultura e alla storia, intese come dimensioni che dovrebbero essere accessibili a qualunque essere umano e non relegate a un lusso e un privilegio per pochi. Il regista muove così un’efficace quanto sottile critica allo snobismo intellettuale delle istituzioni accademiche e museali, ormai consolidate e retrograde, spocchiosamente ignoranti in tutto il film (incluso il British Museum), incapaci di apprezzare il valore del singolo, come nel caso dell’archeologo autodidatta Basil Brown (Ralph Phiennes), responsabile della scoperta e della datazione della nave, nonché di condividere fino in fondo quella cultura e quel sapere di cui si arrogano il diritto di porsi come detentori e simbolo. Ed è così la vedova Pretty, proprietaria del terreno, a ergersi a vera promotrice della cultura dalle ampie e moderne vedute, decidendo spontaneamente, dopo l’acquisita potestà in tribunale del tesoro ritrovato, di donarlo gratuitamente al British Museum, affinché dopo la guerra possa divenire un motivo di conoscenza, identità e curiosità per l’intera nazione. La Nave Sepolta, film sottilmente rivoluzionario, tratteggia la Signora Pretty come donna femminista ante litteram, e lo stesso vale per Peggy Piggott (Lily James), donna quanto mai esperta nel suo lavoro ma disprezzata e sottovalutata per il suo sesso, rinchiusa in un matrimonio privo di passione con un collega forse omosessuale ma decisa a emanciparsi non solo dimostrando il proprio talento ma scegliendo liberamente di non sottostare più a un’unione infelice e degradante.

Delicato, profondo, ben recitato e moderno, il film fa uso del grandangolo a restituire la gravità della narrazione, indugiando sui vasti orizzonti dai colori caldi e le tinte ocra, crepuscolari, che pervadono un Suffolk incontaminato, vergine, fatto di campi e spazi in cui gente semplice vive lontana da ogni ipocrisia, via dalle presunzioni di una società troppo “imparata”.  La sceneggiatura di Moira Buffini tesse un film di contrasti, in cui i destini dei personaggi si intrecciano in una stessa missione, nella stessa corsa contro il tempo, minata dall’avvicinarsi incombente della guerra e della morte. La morte che, sotto forma di guerra, si avvicina quasi a sfiorare il piccolo gruppo di ricercatori spersi nelle campagne del Suffolk, indulge nella malattia degenerativa della signora Pretty e infine si affaccia nelle sembianze della stessa nave funeraria, strappata alla terra dalle mani esperte del Signor Brown.

Il tema centrale del film è infatti la celebrazione della vita e la possibilità della vita eterna, non in senso strettamente religioso ma in forma più sottile: la scoperta archeologica rappresenta una possibilità, una speranza mai perduta di trascendere o superare il mare del tempo. Ne emerge una riflessione sul valore riscoperto della storia e dell’archeologia come qualcosa di cui l’uomo, al di là della sua caducità, ha sempre fatto parte e sempre ne farà, sin dai tempi delle caverne, divenendo così immortale. All’affacciarsi della guerra, della morte, della perdita, tutti i personaggi sembrano porsi la stessa domanda: cosa rimarrà di me, cosa mi lascerò dietro? L’unica parvenza di risposta concreta pare provenire dal giovane Robert Pretty, il quale, consapevole della malattia della madre, la conduce in un mistico viaggio tra le stelle per farle capire che lei, la Regina della nave, lì dovrà attenderlo, in eterno cristallizzata nella costellazione di Orione. Ma sarà attraverso la scoperta della nave, attraverso il contributo alla storiografia inglese, che i personaggi della Signora Pretty e di Basil Brown vivranno in eterno, i loro nomi incisi sui cartellini del British Museum. 

“La nave sepolta” e la possibilità di sopravvivere al tempo

Basato sulla vera storia degli scavi di Sutton Hoo e sull’omonimo libro di John Preston, La Nave Sepolta (disponibile su Netflix) è un film crepuscolare, lento e introspettivo, che si concretizza in un racconto corale incentrato sulla memoria che resta dopo la morte o quanto meno sulla sopravvivenza della vita oltre certi limiti del tempo e della storia. Al centro c’è uno scavo archeologico, avvenuto nel Suffolk nel 1939, alle soglie del conflitto mondiale, durante il quale venne ritrovata un’antica nave del VII secolo, sepolcro rituale del Re vichingo Raedwald. Una scoperta straordinaria che permise non solo di riportare a galla un vero e proprio tesoro sepolto, ma anche di far luce su un periodo e una civiltà ritenuta fino ad allora barbara e incivile, priva di cultura e di significative espressioni di arte. Quel tesoro, tenuto nascosto per tutta la durata della guerra all’interno di una stazione della metropolitana di Londra, avrebbe fatto la sua comparsa solo diversi anni più tardi al British Museum, attraverso una donazione della Signora Pretty – interpretata magistralmente nel film da una pacata quanto sofferta Carey Mulligan.

Diretto dal registra australiano Simon Stone con un cast inglese d’eccezione in cui spiccano Ralph Phiennes, Lily James e Johnny Flynn, il film rende omaggio alla cultura e alla storia, intese come dimensioni che dovrebbero essere accessibili a qualunque essere umano e non relegate a un lusso e un privilegio per pochi. Il regista muove così un’efficace quanto sottile critica allo snobismo intellettuale delle istituzioni accademiche e museali, ormai consolidate e retrograde, spocchiosamente ignoranti in tutto il film (incluso il British Museum), incapaci di apprezzare il valore del singolo, come nel caso dell’archeologo autodidatta Basil Brown (Ralph Phiennes), responsabile della scoperta e della datazione della nave, nonché di condividere fino in fondo quella cultura e quel sapere di cui si arrogano il diritto di porsi come detentori e simbolo. Ed è così la vedova Pretty, proprietaria del terreno, a ergersi a vera promotrice della cultura dalle ampie e moderne vedute, decidendo spontaneamente, dopo l’acquisita potestà in tribunale del tesoro ritrovato, di donarlo gratuitamente al British Museum, affinché dopo la guerra possa divenire un motivo di conoscenza, identità e curiosità per l’intera nazione. La Nave Sepolta, film sottilmente rivoluzionario, tratteggia la Signora Pretty come donna femminista ante litteram, e lo stesso vale per Peggy Piggott (Lily James), donna quanto mai esperta nel suo lavoro ma disprezzata e sottovalutata per il suo sesso, rinchiusa in un matrimonio privo di passione con un collega forse omosessuale ma decisa a emanciparsi non solo dimostrando il proprio talento ma scegliendo liberamente di non sottostare più a un’unione infelice e degradante.

Delicato, profondo, ben recitato e moderno, il film fa uso del grandangolo a restituire la gravità della narrazione, indugiando sui vasti orizzonti dai colori caldi e le tinte ocra, crepuscolari, che pervadono un Suffolk incontaminato, vergine, fatto di campi e spazi in cui gente semplice vive lontana da ogni ipocrisia, via dalle presunzioni di una società troppo “imparata”.  La sceneggiatura di Moira Buffini tesse un film di contrasti, in cui i destini dei personaggi si intrecciano in una stessa missione, nella stessa corsa contro il tempo, minata dall’avvicinarsi incombente della guerra e della morte. La morte che, sotto forma di guerra, si avvicina quasi a sfiorare il piccolo gruppo di ricercatori spersi nelle campagne del Suffolk, indulge nella malattia degenerativa della signora Pretty e infine si affaccia nelle sembianze della stessa nave funeraria, strappata alla terra dalle mani esperte del Signor Brown.

Il tema centrale del film è infatti la celebrazione della vita e la possibilità della vita eterna, non in senso strettamente religioso ma in forma più sottile: la scoperta archeologica rappresenta una possibilità, una speranza mai perduta di trascendere o superare il mare del tempo. Ne emerge una riflessione sul valore riscoperto della storia e dell’archeologia come qualcosa di cui l’uomo, al di là della sua caducità, ha sempre fatto parte e sempre ne farà, sin dai tempi delle caverne, divenendo così immortale. All’affacciarsi della guerra, della morte, della perdita, tutti i personaggi sembrano porsi la stessa domanda: cosa rimarrà di me, cosa mi lascerò dietro? L’unica parvenza di risposta concreta pare provenire dal giovane Robert Pretty, il quale, consapevole della malattia della madre, la conduce in un mistico viaggio tra le stelle per farle capire che lei, la Regina della nave, lì dovrà attenderlo, in eterno cristallizzata nella costellazione di Orione. Ma sarà attraverso la scoperta della nave, attraverso il contributo alla storiografia inglese, che i personaggi della Signora Pretty e di Basil Brown vivranno in eterno, i loro nomi incisi sui cartellini del British Museum. 

chulas k~land @ Spazio Levante x amareacque | Venice 21/12/2025

here come the psychedelic vibes brought to venice at Spazio Levante. 🔮

thanks to amareacque for hosting us & making everything feel so intimate, and to scafandra for melting their sculptures into our mycelial tulles & unsettling lynchian veils 💜

extra love to sarabe for gifting us her soft and magical mushrooms 🍄🤍

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Panoramica privacy

About this cookie policy

This Cookie Policy explains what cookies are and how we use them. You should read this policy to understand what cookies are, how we use them, the types of cookies we use i.e, the information we collect using cookies and how that information is used and how to control the cookie preferences. For further information on how we use, store and keep your personal data secure, see our Privacy Policy.

You can at any time change or withdraw your consent from the Cookie Declaration on our website.

Learn more about who we are, how you can contact us and how we process personal data in our Privacy Policy.

Your consent applies to the following domains: www.1977magazine.com

[user_consent_state]

What are cookies ?

Cookies are small text files that are used to store small pieces of information. The cookies are stored on your device when the website is loaded on your browser. These cookies help us make the website function properly, make the website more secure, provide better user experience, and understand how the website performs and to analyze what works and where it needs improvement.

How do we use cookies ?

As most of the online services, our website uses cookies first-party and third-party cookies for a number of purposes. The first-party cookies are mostly necessary for the website to function the right way, and they do not collect any of your personally identifiable data.

The third-party cookies used on our websites are used mainly for understanding how the website performs, how you interact with our website, keeping our services secure, providing advertisements that are relevant to you, and all in all providing you with a better and improved user experience and help speed up your future interactions with our website.

What types of cookies do we use ?

Essential: Some cookies are essential for you to be able to experience the full functionality of our site. They allow us to maintain user sessions and prevent any security threats. They do not collect or store any personal information. For example, these cookies allow you to log-in to your account and add products to your basket and checkout securely.

Statistics: These cookies store information like the number of visitors to the website, the number of unique visitors, which pages of the website have been visited, the source of the visit etc. These data help us understand and analyze how well the website performs and where it needs improvement.

Marketing: Our website displays advertisements. These cookies are used to personalize the advertisements that we show to you so that they are meaningful to you. These cookies also help us keep track of the efficiency of these ad campaigns.

The information stored in these cookies may also be used by the third-party ad providers to show you ads on other websites on the browser as well.

Functional: These are the cookies that help certain non-essential functionalities on our website. These functionalities include embedding content like videos or sharing contents on the website on social media platforms.

Preferences: These cookies help us store your settings and browsing preferences like language preferences so that you have a better and efficient experience on future visits to the website.

[cookie_audit columns=”cookie,description” heading=”The below list details the cookies used in our website.”]

How can I control the cookie preferences ?

Should you decide to change your preferences later through your browsing session, you can click on the “Privacy & Cookie Policy” tab on your screen. This will display the consent notice again enabling you to change your preferences or withdraw your consent entirely.

In addition to this, different browsers provide different methods to block and delete cookies used by websites. You can change the settings of your browser to block/delete the cookies. To find out more out more on how to manage and delete cookies, visit wikipedia.orgwww.allaboutcookies.org.

About Privacy Policy

Informativa Sul Trattamento Dei Dati Personali (Privacy Policy)

L’Associazione 1977, Codice Fiscale 94634500154 in persona del Presidente Christofher Lobraico, con sede in Villasanta (MB), Viale della Vittoria, n. 36, (di seguito anche “1977”), in qualità di titolare del trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/2003 e successive modifiche – Codice in materia di protezione dei dati personali (il “Codice”) – e del Regolamento UE 679/2016, applicabile a far data dal 25 maggio 2018 – Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (il “GDPR”) (il Codice ed il GDPR vengono, congiuntamente, definiti la “Normativa Applicabile”) riconosce l’importanza della protezione dei dati personali e considera la relativa tutela uno dei principali obiettivi della propria attività.
Prima di comunicare qualsiasi dato personale, 1977 ti invita a leggere con cura la presente privacy policy, che contiene informazioni importanti sulla tutela dei dati personali e sulle misure di sicurezza adottate per garantirne la relativa riservatezza nel pieno rispetto della Normativa Applicabile (la “Privacy Policy”).
La presente Privacy Policy non è applicabile ad altri siti web eventualmente consultati tramite link esterni; è da intendersi quale informativa resa ai sensi dell’art. 13 della Normativa Applicabile a coloro i quali dovessero interagire con il www.1977magazine.com

 1977 ti informa che il trattamento dei tuoi dati personali sarà improntato ai principi di liceità, correttezza, trasparenza, limitazione delle finalità e della conservazione, minimizzazione dei dati, esattezza, integrità e riservatezza. I tuoi dati personali verranno, pertanto, trattati in accordo alle disposizioni legislative della Normativa Applicabile ed agli obblighi di riservatezza ivi previsti.
Di seguito l’indice della presente Privacy Policy, affinché tu possa facilmente trovare le informazioni inerenti al trattamento dei tuoi dati personali.

Indice.
1. Titolare del trattamento
2. I dati personali oggetto di trattamento
a. Dati di navigazione
b. Dati forniti volontariamente
c. Cookie e tecnologie affini
3. Finalità, base giuridica e natura obbligatoria o facoltativa del trattamento
4. Destinatari
5. Trasferimenti
6. Conservazione dei dati
7. I tuoi diritti
8. Modifiche

1. Titolare del trattamento.

Alla luce della Normativa Applicabile, titolare del trattamento del Sito è 1977.

2. I dati oggetto di trattamento.

Per “Dati Personali” s’intende qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata e/o identificabile, con particolare riferimento ad un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o ad uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, psichica, economica, culturale o sociale.

I Dati Personali raccolti dal Sito sono i seguenti:

a. Dati di navigazione.
I sistemi informatici del Sito raccolgono alcuni Dati Personali, la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet. Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a te, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificarti. Tra questi ci sono gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei dispositivi utilizzati per connetterti al Sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform ResourceIdentifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al tuo sistema operativo e ambiente informatico.
Questi dati vengono utilizzati al fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del Sito e per controllarne il corretto funzionamento; per permettere – vista l’architettura dei sistemi utilizzati – la corretta erogazione delle varie funzionalità da te richieste, per ragioni di sicurezza e di accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del Sito o di terzi e vengono cancellati dopo 7 giorni.

b. Dati forniti volontariamente.
Attraverso il Sito www.1977magazine.com, hai la possibilità di fornire volontariamente Dati Personali come il nome e l’indirizzo e-mail per contattare 1977  attraverso il form “Contatti”.
1977 tratterà questi dati nel rispetto della Normativa Applicabile, assumendo che siano riferiti a te o a terzi soggetti che ti hanno espressamente autorizzato a conferirli in base ad un’idonea base giuridica che legittima il trattamento dei dati in questione. Rispetto a tali ipotesi, ti poni come autonomo titolare del trattamento, assumendoti tutti gli obblighi e le responsabilità di legge. In tal senso, conferisci sul punto la più ampia manleva rispetto ad ogni contestazione, pretesa, richiesta di risarcimento del danno da trattamento, etc. che dovesse pervenire a 1977 da terzi soggetti i cui Dati Personali siano stati trattati attraverso il tuo utilizzo del Sito in violazione della Normativa Applicabile.

c. Cookie e tecnologie affini.
1977 raccoglie Dati Personali attraverso cookies. E ciò con la espressa finalità di offrire una migliore esperienza di navigazione, oltre alle ulteriori finalità descritte nel presente documento e nella Cookie Policy.

3. Finalità, base giuridica e natura obbligatoria o facoltativa del trattamento.

I Dati Personali che fornisci attraverso il Sito saranno trattati da 1977per le seguenti finalità:
a) finalità inerenti l’esecuzione di un contratto di cui sei parte o all’esecuzione di misure precontrattuali adottate su tua richiesta;
b) finalità di ricerche/analisi statistiche su dati aggregati o anonimi, senza dunque possibilità di identificare l’utente, volti a misurare il funzionamento del Sito, misurare il traffico e valutare usabilità e interesse;
c) finalità relative all’adempimento di un obbligo legale al quale 1977 è soggetta;
d) finalità necessarie ad accertare, esercitare o difendere un diritto in sede giudiziaria o ogniqualvolta le autorità giurisdizionali esercitino le loro funzioni giurisdizionali;
La base legale del trattamento di Dati Personali per le finalità di cui al punto a) è l’erogazione di un servizio o il riscontro ad una richiesta che non richiedano il consenso ai sensi della Normativa Applicabile.
La finalità di cui al punto b) non comporta il trattamento di Dati Personali, mentre la finalità di cui al punto d) rappresenta un trattamento legittimo di Dati Personali ai sensi della Normativa Applicabile in quanto, una volta conferiti i Dati Personali, il trattamento è necessario per adempiere ad un obbligo di legge a cui 1977 è soggetto.
Il conferimento dei tuoi Dati Personali per la finalità sopra elencate è facoltativo, ma il loro eventuale mancato conferimento potrebbe rendere impossibile riscontrare una tua richiesta o adempiere ad un obbligo legale a cui 1977 è soggetto.

4. Destinatari.

I tuoi Dati Personali potranno essere condivisi, per le finalità specificate al punto 3, con:
a. soggetti necessari per l’erogazione dei servizi offerti dal Sito, tra cui a titolo esemplificativo, l’invio di e-mail e l’analisi del funzionamento del Sito che agiscono tipicamente in qualità di responsabili del trattamento di 1977 ;
b. persone autorizzate da 1977 al trattamento dei Dati Personali che si siano impegnate alla riservatezza o abbiano un adeguato obbligo legale di riservatezza, quali dipendenti e collaboratori (a. e b. sono, collettivamente, definiti i “Destinatari”);
c. autorità giurisdizionali nell’esercizio delle loro funzioni quando richiesto dalla Normativa Applicabile.

5. Trasferimenti.

1977 assicura che il trattamento elettronico e cartaceo dei tuoi Dati Personali avviene nel rispetto della Normativa Applicabile. Eventuali trasferimenti si baseranno alternativamente su una decisione di adeguatezza o sulle Standard Model Clauses approvate dalla Commissione Europea. 

6. Conservazione dei dati.

1977 tratterà i tuoi Dati Personali per il tempo strettamente necessario a raggiungere gli scopi indicati al punto 3. 
1977 in ogni caso, tratterà i tuoi Dati Personali fino al tempo permesso dalla legge Italiana a tutela dei propri interessi (Art. 2947(1)(3) Codice Civile). 

7. I tuoi diritti.

Nei limiti della Normativa Applicabile, hai il diritto di chiedere a 1977 in qualunque momento, l’accesso ai tuoi Dati Personali, la rettifica o la cancellazione degli stessi o di opporti al loro trattamento, la limitazione del trattamento nonché di ottenere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati che ti riguardano.
Le richieste vanno rivolte via e-mail all’indirizzo: info@1977magazine.com 
Ai sensi della Normativa Applicabile, hai in ogni caso il diritto di proporre reclamo all’autorità di controllo competente (i.e. “Garante per la Protezione dei Dati Personali”) qualora ritenessi che il trattamento dei tuoi Dati Personali sia contrario alla normativa vigente.

8. Modifiche.

La presente Privacy Policy è in vigore dal giorno 25 maggio 2018. 
1977 si riserva di modificarne o semplicemente aggiornarne il contenuto, in parte o completamente, anche a causa di variazioni della Normativa Applicabile. 
1977 ti informerà di tali variazioni non appena verranno introdotte e saranno vincolanti non appena pubblicate sul Sito.
1977 ti invita, quindi, a visitare con regolarità questa sezione per prendere cognizione della più recente ed aggiornata versione della Privacy Policy in modo che tu sia sempre aggiornato sui dati raccolti e sull’uso che ne fa 1977.